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23.03.2009
Il progetto di Enoteca Italiana e Mipaf. Il fatturato nazionale è di 11 mld di euro, 800mila aziende

“Vino e Giovani”: le nuove generazioni s’impongono sul fronte d’impresa, quarantenni i leader del mercato

Degustazione guidata: Planeta, Curto, Nicolosi di Villagrande, i protagonisti il 19 marzo a Catania

“Vino e Giovani”: le nuove generazioni s’impongono anche sul fronte dell’impresa, in questo importante segmento dell’economia nazionale. E’ infatti la fascia dei 30-40enni ad emergere tra i proprietari e i manager delle aziende enologiche di successo.
Per la maggior parte eredi di aziende di famiglia, ma anche laureati, in possesso di master e di specializzazioni, i giovani imprenditori del vino saranno protagonisti della tappa in Sicilia del progetto “Vino e Giovani”, terza edizione, di Enoteca Italiana e del Ministero delle politiche alimentari agricole e forestali, in programma per un’intera giornata giovedì 19 marzo 2009 all’ateneo della città dell’Etna.
Alessio Planeta, Francesca Curto, Marco Nicolosi di Villagrande sono tre nomi di spicco che prenderanno parte alla Degustazione guidata che si terrà giovedì 19 marzo, alle ore 15, presso l’Aula 1 DI.S.TE.F della Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Catania.
Il business del vino è una questione per giovani, si potrebbe dire, parafrasando un noto titolo cinematografico.
E i numeri sono eloquenti. Il giro di affari delle società vitivinicole italiane è da vertigine: 8mila milioni di euro.
Il comparto del vino italiano vale oltre tre miliardi di euro, in termini di produzione agricola; il fatturato complessivo sfiora invece gli 11 miliardi di euro all’anno, mentre le vendite oltre frontiera toccano quasi i tre miliardi e mezzo di euro: la prima voce dell’export agro-alimentare nazionale.
L’italia si conferma il Paese del Vino, con 476 denominazioni, e ben 800mila aziende, molte delle quali guidate da under 40, che alimentano un forte tessuto imprenditoriale.
Basti ricordare, a questo proposito, che la produzione del vino in Italia rappresenta il 21 per cento di quella mondiale e il 34 per cento di quella dell’Unione Europea e che dopo dieci anni il Belpaese ha superato la Francia per quantità, diventando il primo produttore di vino al mondo.


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