Bianco, rosso, rosato e… “orange”!

Curiosando qua e là, abbiamo scoperto, con non poca sorpresa, che esiste una categoria di vini di cui ignoravano completamente l’esistenza: gli “orange”.
Si tratta di una categoria non ancora riconosciuta ufficialmente come tale, entrata pare a far parte dell’universo enoico del nostro Paese da una decina di anni, ottenuta con tecniche di vinificazione legate a vecchie tradizioni contadine o prese in prestito da altri Paesi.
Si tratta di vini bianchi fermentati e affinati sulle bucce, perciò definiti qui da noi “macerativi” e all’estero, appunto, “orange”. In pratica un produttore dalle stesse uve con cui magari produce un “classico” vino bianco ottiene un vino totalmente diverso affidandosi ad una tecnica produttiva altrettanto diversa .
Come in tutte le questioni ci sono i favorevoli e i contrari, questi ultimi ritenendo in particolare che la macerazione appiattisca tutte quelle peculiarità che vengono conferite al vino dal terroir di provenienza e/o dal vitigno.
Di fatto con quella che risulta essere una “vinificazione delle uve bianche in rosso”, vale a dire con un contatto più o meno lungo delle bucce col mosto in fermentazione, si ottengono dei vini decisamente diversi da quelli che conosciamo abitualmente, in particolare dei vini con una componente acida decisamente ridotta.
Comunque per quanto possa risultare ancora poco usuale, questo tipo di vinificazione è stato reintrodotto dai produttori di Ribolla Gialla in Friuli ma anche da altri di angoli diversi della nostra penisola, dall’Emilia, alle Marche, dalla Liguria alla Sicilia.
E voi? Ne conoscevate l’esistenza? Avete mai avuto la possibilità di assaggiare un vino “orange”? Che ne pensate?

4 Commenti a “Bianco, rosso, rosato e… “orange”!”

  1. Mirco scrive:

    Mai sentiti nominare!

  2. Mattia scrive:

    Mah, mi lasciano perplesso, non ne ho mai sentito parlare… saran da assaggiare!

  3. Giovanna scrive:

    io ne ho provato uno un paio di anni fa senza nemmeno sapere che fosse un “orange”, in realtà dal profumo mi aspettavo un passito e in vece era un vino molto secco… Non mi ricordo il nome però pessima impressione, per me esperienza chiusa!

  4. Cosimo scrive:

    Non ne conoscevo assolutamente l’esistenza! Così alla prima impressione di quel che ho letto non mi ispirano, ma sono pronto a cambiare idea…

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