Guide o non guide? Come scegliamo un vino?

Per un eno-appassionato sicuramente nulla è più gratificante dell’acquisto di una bottiglia di vino. Davanti ad uno scaffale colmo di bottiglie l’impatto è magico. Ma come scegliere? In genere si parte da un’idea abbastanza chiara della tipologia del prodotto che si sta cercando  (un rosso piuttosto che un bianco, piuttosto che un rosato; un vino fermo piuttosto che uno spumante; un vino secco piuttosto che uno dolce) e magari si è anche abbastanza orientati sul territorio di provenienza. Anche con questi parametri di riferimento però la scelta rimane estremamente ampia. E se si lascia da parte l’influenza che può esercitare la presentazione della bottiglia, il passo successivo è quello di affidarsi all’esperto: direttamente a quello di turno sul posto o al giudizio (il punteggio!)  espresso all’interno di una delle guide importanti del panorama editoriale. Ma è proprio così? Voi vi affidate al giudizio altrui? O siete dell’idea che non c’è miglior guida di voi stessi e della vostra esperienza d’assaggio e che… se la bottiglia scelta, appena consumata con piacere, in compagnia , è lì vuota non c’è guida che tenga…  quello era il vino migliore!

25 Commenti a “Guide o non guide? Come scegliamo un vino?”

  1. mimi scrive:

    ma io sono più per il passaparola, senza offendere nessun,o ma ci credo poco alle guide e poi il nostro olfatto e gusto è il giudice megliore!

  2. salvatore scrive:

    Si sono mi fido delle guide però ovviamente poi mi affido al mio buon gusto. Mi lascio consigliare dagli autori che in passato hanno dimostrato di avere con me un’affinità di gusti, mi serveno per in drizzarmi nel vino giusto !

  3. Massimo scrive:

    Quando i commenti possono essere scritti da anonimi sconosciuti senza alcuna valenza di veridicità di aver visitato quel luogo e senza alcun incarico professionale o pubblica immagine da difendere…… ma per favore.
    Si parla di esperienza soggettiva…. ma se la maggior parte dei commenti sono falsi ! Meglio un food blogger che almeno ci mette la propria faccia nei confronti dei propri lettori.

  4. ida scrive:

    ma sono solo io quello a qui capita di leggere SEMPRE gli stessi ristoranti nelle prestigiose, rinomate e infallibili guide??? sono citati sempre gli stessi, un copia incolla di 490 indirizzi su 500…
    Al contrario al momento è solo tramite siti come tripadvisor che si può sentire il polso delle persone “normali” come me. Poi è logico che se ho un pacco di soldi posso permettermi di andare dal migliore chef del mondo… ma in quel caso ho bisogno della guida????
    Se ho 100.000 euro vado in polinesia un mese o una settimana a Rodi Garganico??? Avrei bisogno del più fine poeta per sentirmi dire che Bora Bora è splendida?

  5. Marianna scrive:

    Io sono assolutamente favorevole alle valutazioni.
    Si tratta di una chiave di lettura rapida e immediata che offre un notevole servizio al lettore. Per esempio: se vedo che un locale recensito dall’Espresso ha tre cappelli, saprò che — per quanto i miei gusti possano non coincidere perfettamente con quelli delle persone che hanno realizzato quella guida — ci troviamo in un locale che offre standard di alto livello e una cucina ricercata.
    Se mi trovo di fronte a un 2 gamberi del Gambero Rosso saprò che si tratta di un locale che offre una cucina di territorio di livello buono o molto buono, probabilmente un locale dallo stile semplice, non troppo formale.
    Se sono a Roma per due giorni e devo scegliere un posto in cui andare a cena, ho bisogno di un’indicazione rapida che mi permetta di “navigare” all’interno della guida, senza dover leggere tutto.
    Lo scorso anno sono stata in Portogallo. Presa da disperazione poiché la Michelin segnalava 10 ristoranti in tutto il paese e Identità 1 solo in tutta Lisbona, ho comprato una guida portoghese. Molto utile. Se non fosse che, a causa dell’assenza di voti, ho dovuto leggere tutte le recensioni di Lisbona, Porto, ecc. praticamente centinaia di pagine. Per fortuna ero in vacanza, se no avrei avuto una crisi di nervi.

    Discorso a parte vale per la guida Osterie di Slow Food, che sì non ha valutazioni, ma segnala solo un certo tipo di locale, in una fascia di prezzo definita e soprattutto ne segnala pochi. Tanto che a Roma nella guida 2011 ce ne sono in tutto 19.

    Michelin è un mondo a parte. Resta più autorevole, secondo me, perché è la più storica delle guide e i criteri di valutazione sono molto chiari. Detto questo, io nel 70% dei casi non ne condivido le scelte, quindi finisco per non seguirla.

  6. Noemi scrive:

    Non mi intendo di vino quindi perchè non affidarsi alla guida di esperti?

  7. Saretta scrive:

    A me il voto non piace, troppo soggettivo, e più la scala è ampia più facile è che il metro sballi.
    Preferisco il commento, così capisco se il recensore è in linea con me, a cosa da importanza, ho esperienza e mi sbaglio raramente. A mia volta cerco di dare recensioni che trasmettano emozioni, che comunichino a chi legge cosa hanno sentito assaggianto un determinato vino italiano.

  8. Elena scrive:

    io non mi fido per neinte delle guide, preferisco il passaparola oppure il parere dell’enotecaro, tanto sui pareri delle guide secondo me contano il “peso politico” e i soldi e basta! Alla faccia dei criteri oggettivi!

  9. Mich scrive:

    Faccio una riflessione: Vi chiedo quanti di voi se devono fare un viaggio, un w.e. o scegliere un vino o un ristorante usano una guida al posto del web?
    il web sostiturisce le guide e STOP

  10. Alice scrive:

    Sul web leggo e tengo conto solo di determinati nick ”
    credo tutti, piu’ o meno, facciamo cosi’.
    Ma allora: il web annulla l’elitismo delle guide, o contribuisce “solamente” a crearne di nuove?
    in altre parole, forse la *forma* della guida sta cambiando (era di carta ed annuale, ora e’ digitale e aggiornata frequentemente), ma il *concetto* rimane quello: c’e’ qualcuno che prova e poi scrive recensioni, e qualcun altro che queste recensioni le legge e le segue.
    Il web, semplicemente, ha dato spazio a nuove voci: qualcuna di queste e’ ascoltata da molti e la maggior parte non se la fila nessuno.

  11. Simone scrive:

    …ma sai, secondo me la guida ha ancora una sua importanza. uno usa il web, e’ vero, ma, se non altro come conferma, la guida ha sempre il suo peso. cioe’, se il vino è di ottima qualità. Poi, naturamente, ci sono quei blog di cui mi fido ciecamente, che se mi dicono questo vino ha preso XX punti anche se non lo conosco io lo acquisto. I blog, credo, tendono a essere cosi’ autorevoli e di qualita’ che sono quasi paragonabili a delle guide di lungo corso.

    e allora il web non e’ piu’ in contrapposizione con i “mezzi di comunicazione tradizionali”, semplicemente offre una scelta in piu’.

  12. sonia scrive:

    In genere mi piace andare a degustazioni e un po’ alla cieca è bellissimo scoprire da sola delle bonta’

  13. Mariolino scrive:

    Bravo Simone hai colto in pieno. Il punto è che ognuno ha diritto di dare un giudizio ad un vino, non solo gli “enofanatici”.
    Il web spaventa perché annulla l’elitismo di chi si trincera dietro ai soliti “quello non capisce un cavolo” mentre si tratta semplicemente di un diverso punto di vista

    • saverio scrive:

      a me il voto nn piace troppo soggettivi, e più la scala e’ ampia più’ e’ facile e’ che il metro sballi. Preferisco il commento, cosi capisco se il recensore e’ in linea con me, a cosa da importanza, ho esperienza e mi sbaglio raramente. a mia volta cerco di dare recensioni che trasmetto emozioni, cheA comunichino a chi legge cosa ho ricevuto da quel vino

  14. Ivana scrive:

    d’accordo con Mariolino, il web spaventa e i “grossi calibri” tentano di screditarlo perchè fa paura che anche la “gente comune” possa dare le sue opinioni, magari molto più in sintonia con quelle dei più rispetto alle loro… Mi spiego: winelovers e foodblogger “della strada” magari testano vini, cibi e ristoranti molto più dal punto di vista del cosidetto “utente finale” che da quello del super esperto di turno, quindi terranno in considerazione anche aspetti che i suddetti “grossi calibri” tralasciano…

  15. Mina scrive:

    Personalmente le guide le compro… ma non le leggo…

  16. Anna scrive:

    Io delle guide non mi fido, poco anche dei vari blog e simili, preferisco il passaparola: se me lo consigliano amici di cui mi fido, ok! In generale la cosa che mi piace e’ informarmi, documentarmi e sperimentare di persona!

  17. agnese scrive:

    Per me guide e blog (o web in generale diciamo) sono tutti la stessa cosa, tutti giudizi comprabili, basta vedere cosa è successo con tripadvisor, recensioni pagate un tanto al chilo praticamente, io o vado in enoteca da qualcuno di cui mi fido davvero, o conosco peronalmete il blogger o l’esperto che dà il giudizio (e quindi ne conosco l’onestà) oppure faccio come Anna, mi documento, mi informo e al limite mi do da solo la fregatura!

  18. cesare scrive:

    Io le guide le compro, le leggo e mi fido dei giudizi espressi, troppo facile dire che i critici sono tutti prezzolati! E soprattutto penso siano più affidabili i critici che i blogger, quelli sì che troppo spesso fanno marchette perchè ne hanno un ritorno!

    • valerio scrive:

      cesare vedi che anche i critici hanno un ritorno economico a seconda che recensiscano bene un determinato vino o piatto o ristorante etc! Non ci sono anime candide tra i critici (come tra i sedicenti wine o food blogger), molto meglio seguire il passaparola degli amici e conoscenti, anche perchè di sicuro sono più in sintonia con i tuoi gusti e soprattutto con le tue tasche!

      • cesare scrive:

        certo che i critici hanno ritorno economico, è il loro lavoro! ognuno la vede come vuole, ma reputo più affidabile uno che di lavoro fa il critico e quindi per questo viene pagato che non un wine o food blogger che lo fa per avere in cambio casse di vino o sconti nei ristoranti… Succede spesso sai! poi ognuno si fida di chi preferisce, per ora siamo ancora un paese libero! :)

  19. Pina scrive:

    “il più caro” non sempre significa “il migliore” ciaooooo

  20. simona scrive:

    io faccio un mix, sleggiucchio guide ogni tanto, vagabondo su internet, poi però se un amico o un’amica con cui cpondivido i gusti mi dice che quel vino lì è buono, vado di quello!!!

  21. betty scrive:

    “se la bottiglia scelta, appena consumata con piacere, in compagnia , è lì vuota non c’è guida che tenga… quello era il vino migliore!” … Bellissima frase, sottoscrivo in pieno, io la penso così!

  22. roberto scrive:

    Per me guide e blog (o web in generale diciamo) sono tutti la stessa cosa, tutti giudizi comprabili, basta vedere cosa è successo con tripadvisor, recensioni pagate un tanto al chilo praticamente, io o vado in enoteca da qualcuno di cui mi fido davvero, o conosco peronalmete il blogger o l’esperto che dà il giudizio (e quindi ne conosco l’onestà) oppure mi documento, mi informo e al limite mi do da solo la fregatura!

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