Curiosità dal Vinitaly

Tante facce e tante voci al Vinitaly 2011. Lo stand di Enoteca italiana, come da tradizione, ha potuto contare sulla collaborazione dei ragazzi dell’IPSSAR “A. Berti” di Verona  che hanno anche animato l’angolo dedicato al progetto Vino e Giovani  rispondendo alle tante curiosità poste dai visitatori. Fra quelle circolate, nell’ambito del Vinitaly, vi segnaliamo il decalogo dell’enoappassionato ambientalista diffuso da Winenews.it:
1) Accorciare le distanze negli acquisti, ovvero preferire il “vino a km 0” prodotto da cantine di prossimità, nel territorio in cui si risiede. 2) Prediligere la viticoltura biologica e biodinamica, che utilizza solo sostanze che si trovano in natura o ottenute dall’uomo attraverso semplici processi, senza Ogm e fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi. 3) Scegliere le cantine con certificazione ambientale (ISO 14001 o EMAS), sinonimo di concreto impegno ecologico delle aziende che le adottano. 4) In alternativa, preferire comunque cantine enviromental friendly, quelle che, pur non avendo nessuna certificazione, adottano comunque pratiche ecosostenibili. Quelle costruite secondo i dettami della bio-architettura, effettuano il recupero delle acque grazie a impianti di depurazione, utilizzano impianti fotovoltaici o a biomasse per la produzione di energia.5) Prediligere le bottiglie in vetro alleggerito, che permettono un risparmio sia in termini di energia usata nel processo produttivo sia in emissioni di CO2. 6) Le etichette? Meglio in carta riciclata. 7) Risparmiare con gli acquisti “collettivi”, fatti attraverso i Gav, Gruppi di acquisto del vino, formati da eno-appassionati che preferiscono “saltare” la mediazione del punto vendita, incaricando un membro del gruppo di recarsi direttamente dal produttore e risparmiando così in termini di viaggi, trasporti, materiali ed energie.8 ) Dal vetro al sughero, la sua parola d’ordine è riciclo; entrambi sono infatti riciclabili e riutilizzabili al 100%. 9) No agli sprechi: se il vino avanza, si può riutilizzare in cucina per arricchire gustose ricette. Unica regola, il vino deve essere nelle sue condizioni migliori in quanto a gusto e profumo. 10) Il vino del futuro è quello con la “carbon footprint” in etichetta, ovvero il totale delle emissioni di gas ad effetto serra, espresso in termini di CO2 equivalente, associate ad un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione all’arrivo sulla tavola. I primi esempi arrivano dalla Nuova Zelanda, ma anche in Italia alcune cantine stanno iniziando mettere questa indicazione nelle etichette dei propri vini.
Le vostre abitudini rientrano in questo decalogo?

17 Commenti a “Curiosità dal Vinitaly”

  1. vanessa scrive:

    preferire le cantine della zona dove si risiede è un ottimo modo per valorizzare i prodotti del luogo. troppo spesso accade che si conoscano i vini di altre regioni piuttosto che della propria. anche questo contribuisce a non incentivare l’economia e la crescita dei propri luoghi, per certi versi.

  2. giovanni scrive:

    prediligere la viticoltura biologica è quasi un miraggio,poichè sarebbe impossibile consentire una produzione su larga scala di vino senza l’impiego di “piccoli aiuti chimici”. diciamoci la verità: quando il vino si acquista a buon prezzo, siete sicuri che sia proprio vino?

    • manuele scrive:

      fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi penso siano necessari se la produzione di vino deve essere quanto meno rispondente alle esigenze del mercato. ovviamente non è giustificato qualsiasi abuso di questi, poichè si tratta sempre di materiale chimico.

  3. davide scrive:

    grande idea quella bio-architettura. bisogna sfruttare a pieno ciò che ci offre la natura. questo migliorerà l’economia dell’azienda e diminuisce sensibilmente l’inquinamento!

  4. azzurra scrive:

    cos’è questa cosa dei “GAV” mi suona come nuova. come si fanno a costituire?

  5. teresa scrive:

    ai punti 2-3-4-5-6 si presenta al meglio l’impegno ecologico in cui s’impegna l’industria vinicola, senza trascurare la funzionalità e la qualità del prodotto.

  6. francesca scrive:

    complimentoni ai ragazzi dell’IPSSAR “A.BERTI” di Verona. ottimo lavoro ragazzi!!

  7. corrado scrive:

    per il vino “km 0″ che ne direste se si creasse una vera e propria cartina d’italia dove vengono indicati i luoghi o i punti vendita dei prodotti vinicoli?

  8. luigi scrive:

    l’uso del vino in cucina è perfetta! soprattutto con la carne di cacciagione,il vino rosso è l’ingrediente che da il tocco di classe e soprattutto di bontà!!

  9. ferdinando scrive:

    una curiosità: ma il vetro alleggerito è abbastanza resistente per il processo di fermentazione del vino,qualora si crei della pressione?

    • daniele scrive:

      ma se lo usano e l’hanno presentato tante volte come una novità, a qualcosa servirà!
      poi si parla tanto di sostenibilità ambientale, vedremo se la applicheranno fino in fondo.
      Tra fare le leggi e farle rispettare …è come tra il dire e il fare..

  10. olivia scrive:

    per questa Pasqua il vino(di produzione autoctona) l’ho utilizzato per cucinare l’agnello e vi dirò, è venuto benissimo!ospiti soddisfatti!

  11. bruno scrive:

    più che a Pasqua è stata la pesquetta il giorno dove si è mangiato tanto e bene!!pranzo in campagna con carne arrosto e vino di produzione dei vigneti del luogo!

  12. pietro scrive:

    il vino è ottimo per le carni rosse!

  13. pietro scrive:

    il vino è ottimo per cucinare la carne di cinghiale.

  14. Giorgio scrive:

    Il filetto al vino rosso anche :) da provare assolutamente!
    Appuntamento rinnovato al Vinitaly 2012

Lascia un Commento