Archivio di maggio 2013

E con il pesce?… anche rosso!

giovedì, 30 maggio 2013

Maggio mese prologo dell’estate (sigh!) e di importanti appuntamenti con protagonista il pesce (Slowfish a Genova) e gli abbinamenti pesce-vino (2° Selezione Internazionale dei Vini  da Pesce ad Ancona). Eh già gli abbinamenti… Ma con piatti a base di pesce quale vino abbinare? Proprio scorrendo il Regolamento della Selezione –  che ammette vini tranquilli e spumati, bianchi e rosati – riusciamo a trovare l’ulteriore conferma che affidandoci al binomio “pesce-vino bianco” non possiamo sbagliare. In effetti non è proprio così, anzi questo binomio può rivelarsi non solo riduttivo ma anche sbagliato. Il fatto è che anche con il pesce gli abbinamenti possono essere tantissimi, perché tanti sono i prodotti ittici (crostacei, molluschi, pesci magri o più o meno grassi), tante possono essere le tipologie di cottura (dalla semplice bollitura all’umido, dalla grigia, al forno, al cartoccio,  alla frittura, tante per citare le più ricorrenti),  e tanti possono essere i condimenti, le spezie, gli aromi utilizzati in cucina. Ecco allora alcuni suggerimenti “classici”. Uno spumante brut, servito ben freddo, è sicuramente ottimo con frutti di mare crudi e pesce crudo in genere (carpacci, tartare) ma si sposa benissimo anche con una buona frittura, asciutta e croccante e… senza limone! Un bel vino bianco secco, giovane, fresco in acidità, piuttosto profumato, è indicato con piatti a base di pesce magro, quale il merluzzo e la sogliola, o di pesce semimagri, come la triglia o il pesce spada. Sempre un vino bianco, ma sicuramente più strutturato, oltre che sapido e fresco, è ideale con piatti a base di pesci grassi, quali il tonno o l’anguilla, perché riesce a stemperare le sensazioni di grassezza e la tendenza dolce che ritroviamo nei piatti. Ma è proprio con i pesci grassi e in presenza di condimenti abbondanti che “l’eccezione diventa regola” e che il matrimonio tra un piatto a base di pesce e un vino rosso risulta  riuscitissimo, nonostante l’incompatibilità dei tannini del vino con alcune proteine contenute nel pesce. Mai provato un Groppello con l’anguilla in umido con i piselli? E un Nero d’Avola con un bel piatto di pasta al sugo rosso di tonno? E un Sangiovese col cacciucco alla livornese?

I primi 50 anni delle DOC (1963 – 2013)

martedì, 7 maggio 2013

Una lunga storia quella delle Denominazione di Origine dei vini italiani che quest’anno celebra, con varie attività, il cinquantesimo compleanno.
Era il 12 luglio 1963 e, dopo anni di lavori e appassionate discussioni, si approvava il noto decreto 930 con il quale furono istituite le DOC dei vini del Bel paese, perfezionato poi nel 1992 con la legge 164. Il “padre” di quella che fu una rivoluzione per la viticultura italiana era il senatore piemontese Paolo Desana che – libero da ogni campanilismo – tenne a battesimo la prima DOC italiana, la toscana Vernaccia di San Gimignano.
Il sistema delle denominazione, senza dubbio espressione del ricco e variegato patrimonio enologico nazionale, si è andato evolvendo nel corso dei decenni fino a raggiungere l’attuale situazione: 330 DOC, 73 DOCG (entrambe racchiuse nel sistema delle Dop) e 119 IGT (o Igp).
Gli anni passano e la discussione su questi temi è sempre accesa, tanto che oggi c’è chi prospetta una eventuale semplificazione, funzionale ad una più facile presentazione e riconoscibilità dei prodotti, specie sui mercati stranieri.
E voi, conoscevate la storia delle nostre denominazioni? La ricerca di una denominazione guida la vostra decisione nello scegliere un vino? Sapevate che il ricco patrimonio di denominazioni fosse così vasto? Puntare sulla varietà o semplificare? Conoscete la legislazione in materia di altri stati produttori?
Diteci la vostra …