Archivio di ottobre 2011

A quanti gradi?

venerdì, 21 ottobre 2011

Degustare un buon bicchiere di vino è sempre un piacere. Ma conoscete la temperatura giusta per assaporarlo al meglio?
La temperatura di servizio del vino è un aspetto fondamentale che consente di apprezzare le sue qualità organolettiche in modo appropriato. Le regole principali da tenere sempre ben presenti sono le seguenti:
1. Non servite mai vino ghiacciato, il freddo ammazza il gusto. Ma neppure troppo caldo: la temperatura non deve salire sopra ai 22°.
2. Se conservate un vino in frigorifero per molto tempo rischiate di compromettere profumo e sapore.
3. Ricordatevi che le bottiglie in tavola si scaldano velocemente. Specialmente i vini bianchi vanno mantenuti freschi.
4. Quando si parla di temperatura ambiente per i vini rossi, si intende tra i 18 ed i 20°, meno di quella delle case riscaldate durante l´inverno.
I vini bianchi sono spesso più acidi dei vini rossi e, rispetto a questi, sono poveri in tannini e quindi la sensazione di astringenza sarà molto bassa, praticamente nulla. Considerando che una bevanda acida diventa più gradevole a basse temperature, i vini bianchi non vengono mai serviti a più di 14° C. La temperatura preferenziale per questi vini varia in genere fra i 10° C e i 14° C.
Vini rosati giovani e freschi, tannicità permettendo, si servono fra i 10° C e i 12° C, mentre quelli più robusti e di corpo, compresi quelli più maturi, si possono servire fra i 12° C e i 14° C.
Vini rossi giovani poco tannici si servono solitamente fra i 14° C e i 16° C, mentre per quelli più corposi e tannici si può arrivare anche a 18° C. I vini affinati per anni in bottiglia, di corpo e ancora tannici, possono essere serviti a 18° C, eccezionalmente a 20° C. I vini rossi giovani poco tannici e poco strutturati, possono anche essere serviti fra i 12° C e i 14° C senza risultare astringenti e rimanere senz’altro piacevoli.
E voi quanto state attenti alla temperatura del servizio del vino?

Vino buono? Anche risparmiando si può

martedì, 11 ottobre 2011

La situazione socio-economica non è delle migliori e come in tutti i periodi si sviluppano dei trend. In questo periodo non facile per l’economia in generale si registrano delle mode che piacciono al portafogli ma che rispondono anche ad esigenze di qualità, della serie il palato vuole la sua parte. Si consumano sempre più bottiglie da 375ml, tanto da far nascere delle vere e proprie commercializzazioni in UK e in California dove le aziende commercializzano questo formato e non considerano bottiglie più grandi. Un’altra abitudine è quella del “bottle sharing”, al ristorante si condivide una bottiglia di vino fra più tavoli: uno stratagemma per non sprecare del buon vino ma un modo anche per fare amicizia. Per i consumi familiari maggiori di solito ci si organizza in gruppi di acquisto e si va direttamente dal produttore, per ottenere uno sconto maggiore sulla quantità. Tutto questo per non rinunciare alla qualità di un buon bicchiere di vino anche a casa. E voi quale altri trend conoscete?

Corsi e ricorsi del vino sfuso

martedì, 4 ottobre 2011

Sembrava una cosa sepolta nel passato, relegata a qualche sottoscala semiclandestino, e invece piano piano la vendita del vino sfuso sta ritornando tra noi. Chi una volta praticava questo tipo di commercio si era piano piano evoluto a enoteca. Non è facile mantenere in buona efficienza gli impianti per conservare adeguatamente il vino nei tini, ci vuole un minimo di controllo della temperatura dei locali, una buona igiene e fornitori affidabili. I fenomeni di segmentazione del mercato e della globalizzazione della produzione hanno fatto poi in modo che nella grande distribuzione fossero disponibili bottiglie a prezzi quasi irrisori, accontentandosi un po’ in merito al contenuto. Invece piano piano alla chetichella si vedono sorgere qua e là nuove vinerie che oltre al vino imbottigliato di tipo economico propongono quello sfuso, da versare nelle classiche dame o altri contenitori portati dal cliente. E’ oggettiva la minore capacità di spesa del consumatore, unita all’aumento dei prezzi delle buone etichette.
C’è una effettiva larga ignoranza nel mondo del vino, neanche tanto giustificata in un paese come il nostro che è il maggiore produttore mondiale, ma che porta i bevitori meno esigenti a diffidare delle enoteche. C’è probabilmente anche un certo atteggiamento snob anche del bevitore con possibilità economiche, che ricorre allo sfuso un po’ per moda. Sia come sia il fenomeno c’è e occorrerà in qualche modo tenerne conto!
Voi seguite questo trend?
Quali sono i vostri luoghi preferiti dove degustare vino al bicchiere?