Auguri! E’ dedicato a voi!

20 dicembre 2011

E’ dedicato a voi la chiusura di questo 2011: i nostri lettori, i nostri blogger affezionati, voi che, con la vostra presenza costante ci avete fatto compagnia con tanti commenti  e tante riflessioni.Il fermento e l’attività del progetto Vino e Giovani ha tenuto alta l’attenzione su tematiche importanti. Ci siamo confrontati  su temi che ci hanno fatto riscoprire il valore della buona tradizione italiana, il made in Italy.  Si chiude comunque un anno difficile a livello globale dal punto di vista economico-finanziario, il progetto si ritrova a sospende le proprie attività, non per mancanza di affetto da parte vostra o voglia di fare. Chiudiamo l’anno con la speranza sempre viva di poter riprendere presto e con lo stesso entusiasmo.
Buone feste a tutti dal gruppo di lavoro di Vino e Giovani

Le ricette della tradizione..

13 dicembre 2011

In molte località italiane e straniere si celebra oggi la Santa della Luce. In alcune zone (come nel Bergamasco) la ricorrenza è dedicata in particolare ai bambini che ricevono doni da Santa Lucia, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre. E’ necessario però che i bambini scrivano per tempo una letterina alla Santa, esprimendo i loro desideri!
In Italia nella ritualità della tradizione ritroviamo anche la cucina che in quest’occasione propone piatti che rispecchiano il buon vivere ed il rispetto delle buone abitudini casalinghe.
In Sicilia ad esempio per Santa Lucia “si cuccìa” (3.a persona singolare di “cucciàri” derivato da “còcciu” cosa piccola, chicco). In questo giorno  di festa è bandito l’uso di pasta e pane e si usa consumare solo verdure e legumi quindi le arancine e la cuccia, piatto tipico a base di grano e legumi, in alcune località, e dolce a base di grano bollito e crema di ricotta, a Palermo.
Ricette legate alla tradizione, e voi quali conoscete? Scriveteci da tutta Italia!

L’enogastronomia in tv

6 dicembre 2011

Con il digitale terrestre è aumentata l’offerta dei canali tv. Avete notato quante trasmissioni di cucina? Real Time ha il suo classico “Cucina con Ale”, curato dallo chef Alessandro Borghese, poi “il boss delle torte”, ecc. Anche la Rai e Mediaset non si fanno mancare niente, con il classico “Prova del cuoco” e le pillole del giornalista Bonsignore sul tg5. La7 sempre più rete tv d’elezione dell’enogastronomia: al già fitto carnet di programmi dedicati alla cucina (da “Cuochi e Fiamme” che vede appassionati cimentarsi ai fornelli per essere giudicati da critici e non solo, a “Chef per un giorno”, che vede i vip calarsi nei panni di cuoco sotto il severo giudizio della critica e dei clienti di un vero ristorante, da “I menù di Benedetta” con Benedetta Parodi fino a “Storie di Grandi Chef” con Michela Rocco di Torrepadula), poi si aggiunge “Fuori di Gusto”. Un inedito road trip con cui Fede & Tinto, già conduttori del celebre programma di Radio2 “Decanter”, andranno alla scoperta delle meraviglie culinarie e paesaggistiche del Belpaese. Dalla Tuscia alle Murge, dal Gran Sasso alle Langhe, Fede & Tinto a modo loro, tutti i sabati percorreranno lo Stivale con l’aiuto dell’amico cuoco Andy Luotto che li raggiungerà ovunque per cucinare – e assaggiare – i piatti più gustosi. Tra degustazioni, situazioni surreali e bizzarre, incontri fortuiti con produttori, cuochi, artisti, ma anche gente comune per raccontare in modo leggero e divertente le bellezze naturali italiane e le tradizioni e i piaceri della nostra tavola.
E voi, quanti altri programmi di cucina conoscete?

Vino e Giovani a Teramo

1 dicembre 2011

Grande successo per l’appuntamento teramano di Vino e Giovani  che ha posto la sua attenzione sulla comunicazione del vino in particolare quella realizzata dai giovani per i giovani utilizzando anche canali alternativi a sostegno di un messaggio positivo sul consumo consapevole e moderato di una bevanda dalla cultura secolare quale è il vino per il nostro Paese. Successo per il talk show dal titolo “La comunicazione del vino: idee a confronto”, moderato abilmente dal giornalista del Tg1 Attilio Romita. All’appuntamento hanno partecipato Claudio Galletti, presidente Enoteca Italiana; il pro rettore Michele Pisante dell’Università degli Studi di Teramo; Renato Rasicci, vice presidente della Provincia di Teramo; Luigi de Fanis, assessore alle Politiche Culturali della Regione Abruzzo; Tito Cieri, presidente dell’Enoteca Regionale Abruzzo; Rosa Bianco Finocchiaro, coordinatrice del Programma “Cultura che nutre”, Omar Calabrese, docente di Semiotica delle Arti Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Siena e Giovanna Suzzi, docente di Microbiologia della Facoltà di Agraria di Teramo. Per l’occasione sono stati proiettati i 4 cortometraggi vincitori del concorso video “Reason Wine: idee per bere con gusto!” e premiati i registi Michele Socci, Giacomo Mantovani, Nadia Salatin e Federica Wu alla presenza di Nicola D’Auria, presidente del Movimento Turismo del Vino dell’Abruzzo, e di Carlotta Pasqua, presidente dell’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani (AGIVI). Nel pomeriggio, la giornata è proseguita con l’eeccellenza vinicola abruzzese. I ragazzi infatti si sono cimentati nella degustazione guidata “Montepulciano d’Abruzzo: un vitigno, tante espressioni e nella degustazione libera che ha proposto uno spaccato significativo della produzione enoica regionale.
Di seguito un medley della giornata

Il 23 novembre venite in Abruzzo !

15 novembre 2011

Il tour del progetto Vino e Giovani fa tappa in  Abruzzo,  mercoledì 23 novembre come 14° regione coinvolta, esattamente a Teramo al Campus Universitario di Coste Sant’Agostino. A confrontarsi con i giovani abruzzesi nel talk show “ La comunicazione del vino: idee a confronto” (Aula Magna ore 9.30), moderato dal giornalista del Tg1 Attilio Romita, saranno importanti personalità primo fra tutti l’attore Beppe Fiorello, testimonial del progetto. Parteciperanno inoltre Claudio Galletti, presidente Enoteca Italiana; il rettore Rita Tranquilli Leali e il pro rettore Michele Pisante dell’Università degli Studi di Teramo; Renato Rasicci, vice presidente della Provincia di Teramo; Luigi de Fanis, assessore alle Politiche Culturali della Regione Abruzzo; Mauro Febbo, assessore alle Politiche Agricole della Regione Abruzzo; Tito Cieri, presidente dell’Enoteca Regionale Abruzzo; Rosa Bianco Finocchiaro, coordinatrice del Programma “Cultura che nutre”, Omar Calabrese, docente di Semiotica delle Arti Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Siena e Giovanna Suzzi, docente di Microbiologia della Facoltà di Agraria di Teramo.
Riflettori puntati quindi sui 4 giovani registi Michele Socci, Giacomo Mantovani, Nadia Salatin e Federica Wu che nell’occasione saranno premiati alla presenza di Nicola D’Auria, presidente del Movimento Turismo del Vino dell’Abruzzo, e di Carlotta Pasqua, presidente dell’ Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani (AGIVI).
Nel pomeriggio, a partire dalle 15, la giornata “Vino e Giovani” darà spazio all’eccellenza vitivinicola abruzzese. I ragazzi potranno cimentarsi infatti nella degustazione guidata “Montepulciano d’Abruzzo: un vitigno, tante espressioni” (su prenotazione) e nella degustazione libera che proporrà uno spaccato significativo della produzione enoica regionale. I due momenti sono realizzati d’intesa con l’Enoteca Regionale d’Abruzzo e il Movimento Turismo del Vino dell’Abruzzo.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare direttamente l’Ateneo teramano al numero 0861/266907 dalle 10 alle 12  tutti i martedì, mercoledì e giovedì oppure mandare una mail a managerdidatticoagr@unite.it.

SCARICA IL PROGRAMMA

Uno sguardo all’Abruzzo..

2 novembre 2011

È nota per la natura incontaminata caratteristica che è valsa all’Abruzzo l’appellativo di “Regione verde d’Europa”, ma in pochi sanno che la viticoltura costituisce oggi il principale comparto agricolo regionale facendone la quinta realtà produttrice nazionale (la precedono Veneto, Emilia Romagna, Sicilia e Puglia). I 33mila ettari di vigneto danno una produzione complessiva che si attesta mediamente sui 3,8 milioni di ettolitri; di questi circa un milione di ettolitri/anno è  vino a denominazione di origine (DOC) e 180.000 ettolitri ad indicazione geografica tipica (IGT). Importante è anche la produzione di uva da tavola.La coltivazione della vite è praticata per quasi il 90% in provincia di Chieti, in provincia di Pescara e Teramo per il 6% ed in provincia dell’Aquila per meno del 4%.

I vitigni principali sono: Montepulciano (nero), Trebbiano d’Abruzzo (bianco), Pecorino (bianco), Passerina (bianco), Sangiovese (nero), Ciliegiolo (nero), Moscato (bianco) e Malvasia (bianco).
Voi conoscete altre curiosità dell’Abruzzo enoico?

A quanti gradi?

21 ottobre 2011

Degustare un buon bicchiere di vino è sempre un piacere. Ma conoscete la temperatura giusta per assaporarlo al meglio?
La temperatura di servizio del vino è un aspetto fondamentale che consente di apprezzare le sue qualità organolettiche in modo appropriato. Le regole principali da tenere sempre ben presenti sono le seguenti:
1. Non servite mai vino ghiacciato, il freddo ammazza il gusto. Ma neppure troppo caldo: la temperatura non deve salire sopra ai 22°.
2. Se conservate un vino in frigorifero per molto tempo rischiate di compromettere profumo e sapore.
3. Ricordatevi che le bottiglie in tavola si scaldano velocemente. Specialmente i vini bianchi vanno mantenuti freschi.
4. Quando si parla di temperatura ambiente per i vini rossi, si intende tra i 18 ed i 20°, meno di quella delle case riscaldate durante l´inverno.
I vini bianchi sono spesso più acidi dei vini rossi e, rispetto a questi, sono poveri in tannini e quindi la sensazione di astringenza sarà molto bassa, praticamente nulla. Considerando che una bevanda acida diventa più gradevole a basse temperature, i vini bianchi non vengono mai serviti a più di 14° C. La temperatura preferenziale per questi vini varia in genere fra i 10° C e i 14° C.
Vini rosati giovani e freschi, tannicità permettendo, si servono fra i 10° C e i 12° C, mentre quelli più robusti e di corpo, compresi quelli più maturi, si possono servire fra i 12° C e i 14° C.
Vini rossi giovani poco tannici si servono solitamente fra i 14° C e i 16° C, mentre per quelli più corposi e tannici si può arrivare anche a 18° C. I vini affinati per anni in bottiglia, di corpo e ancora tannici, possono essere serviti a 18° C, eccezionalmente a 20° C. I vini rossi giovani poco tannici e poco strutturati, possono anche essere serviti fra i 12° C e i 14° C senza risultare astringenti e rimanere senz’altro piacevoli.
E voi quanto state attenti alla temperatura del servizio del vino?

Vino buono? Anche risparmiando si può

11 ottobre 2011

La situazione socio-economica non è delle migliori e come in tutti i periodi si sviluppano dei trend. In questo periodo non facile per l’economia in generale si registrano delle mode che piacciono al portafogli ma che rispondono anche ad esigenze di qualità, della serie il palato vuole la sua parte. Si consumano sempre più bottiglie da 375ml, tanto da far nascere delle vere e proprie commercializzazioni in UK e in California dove le aziende commercializzano questo formato e non considerano bottiglie più grandi. Un’altra abitudine è quella del “bottle sharing”, al ristorante si condivide una bottiglia di vino fra più tavoli: uno stratagemma per non sprecare del buon vino ma un modo anche per fare amicizia. Per i consumi familiari maggiori di solito ci si organizza in gruppi di acquisto e si va direttamente dal produttore, per ottenere uno sconto maggiore sulla quantità. Tutto questo per non rinunciare alla qualità di un buon bicchiere di vino anche a casa. E voi quale altri trend conoscete?

Corsi e ricorsi del vino sfuso

4 ottobre 2011

Sembrava una cosa sepolta nel passato, relegata a qualche sottoscala semiclandestino, e invece piano piano la vendita del vino sfuso sta ritornando tra noi. Chi una volta praticava questo tipo di commercio si era piano piano evoluto a enoteca. Non è facile mantenere in buona efficienza gli impianti per conservare adeguatamente il vino nei tini, ci vuole un minimo di controllo della temperatura dei locali, una buona igiene e fornitori affidabili. I fenomeni di segmentazione del mercato e della globalizzazione della produzione hanno fatto poi in modo che nella grande distribuzione fossero disponibili bottiglie a prezzi quasi irrisori, accontentandosi un po’ in merito al contenuto. Invece piano piano alla chetichella si vedono sorgere qua e là nuove vinerie che oltre al vino imbottigliato di tipo economico propongono quello sfuso, da versare nelle classiche dame o altri contenitori portati dal cliente. E’ oggettiva la minore capacità di spesa del consumatore, unita all’aumento dei prezzi delle buone etichette.
C’è una effettiva larga ignoranza nel mondo del vino, neanche tanto giustificata in un paese come il nostro che è il maggiore produttore mondiale, ma che porta i bevitori meno esigenti a diffidare delle enoteche. C’è probabilmente anche un certo atteggiamento snob anche del bevitore con possibilità economiche, che ricorre allo sfuso un po’ per moda. Sia come sia il fenomeno c’è e occorrerà in qualche modo tenerne conto!
Voi seguite questo trend?
Quali sono i vostri luoghi preferiti dove degustare vino al bicchiere?

Il Garage Wine

27 settembre 2011

Il termine garage wine, vino da garage, identifica le microproduzioni. Bottiglie create in numero talmente esiguo, che basterebbe un garage per contenere la cantina. Di solito non è un complimento: si definiscono così le produzioni omeopatiche di aziende cult, spesso e volentieri premiatissime, ma introvabili. Irritante, per molti enofili. Non è ben chiaro perché in italiano Garagista suoni così divertente mentre per i francesi la locuzione “Vins du Garage” indichi una categoria di vini considerati rari, preziosi e oggetto di culto. Per loro l’importante non è dove il vino viene fatto, ma come viene fatto, seguito e coccolato con la cura maniacale che a questi microproduttori è ampiamente riconosciuta. Non volevamo certo arrivare a tanto; il movimento garagista francese è comunque composto da produttori a tutti gli effetti, cioè vere e proprie (ancorché piccole) aziende agricole.
E voi, mai provato a fare il vino in casa?